La mia storia

Franz.

L’incontenibile libido di dire Franz.  Personale, naturalmente. Beatamente abusato da me medesimo, assai raramente modulato attraverso impeti d’ispirazione carnale. La vita è fatta così, dopotutto.

In una mezza citazione e una palese storpiatura di un noto attore e comico italiano, la mia biografia può essere sintetizzata dall’esistenza stessa di questo blog: entrare nel mondo dell’Arte dalla porta di servizio. E basta. Che senso avrebbe discettare di trascorse esperienze in qualsivoglia ambito se è il Narratore ciò che desidero essere? Altro non sarò.

Certamente, potrei citare il singolare bagaglio culturale di tutto ciò che, mamma lo diceva sempre, prima o poi mi avrebbe bruciato il cervello. Non che lei non abbia colpa, intendiamoci, ché da piccolo mi ha sempre letto stupendi libri di fiabe, perciò come poteva sperare una diversa progressione? Cartoni animati d’ogni sorta finché sono rimasto analfabeta, dopodiché… libri e fumetti a non finire! Fantastico!
La mia fortunata generazione è forse stata l’ultima (o tra le ultimissime) ad avere un approccio diretto con la tecnologia in tenera età, così che ci è stato facile imparare a immaginare e vivere avventure straordinarie, scenari i quali, udite udite, andavano già oltre i 30 fps sin dai tempi del Game-Boy! Solo dopo è arrivato il computer.
Videogiochi. Facile immaginarlo, vero? E film un tantino più sofisticati, ma non troppo. In piena adolescenza, l’incontro con due pietre miliari della mia formazione fancazzista: il gioco di ruolo (GDR) e il manga. Quest’ultimo riesco a metterlo da parte di tanto in tanto, mentre l’altro… meglio non scoperchiare questo vaso, suvvia!
Ah, vogliamo citare la scoperta della pornografia in prima elementare? Naaa, quella è un’altra storia! Eppure… mi domando come possa aver influito sulla mia psiche innocente. *_*
Nel mentre sono sopraggiunti altri vizi, ma non è il caso di parlarne, credo. Credo.

Ho cominciato a scrivere all’età di otto anni e, da allora, non mi sono più fermato. Dopo tante pagine fitte d’inchiostro, reale o virtuale che sia, non vorrei privarmi del piacere della condivisione. Un passo per volta.

Cos’è ogni racconto se non un mondo? E cosa occorre per scoprirlo se non leggere l’iscrizione? In senso inverso, certo, ma ciò che resta scritto è il punto di collegamento, l’angolazione ideale, l’unico raccordo tra Narratore e Lettore.
È come se tu alzassi gli occhi al firmamento notturno e lì, tra gli innumerevoli sistemi orbitanti di quelle stelle tanto lontane, l’abitante di un pianeta remoto volgesse a sua volta lo sguardo in direzione opposta. Solo allora, entrambi v’incontrereste.

Questo è il mio viaggio. Questa è la mia storia. Le mie storie.
Adesso ti appartengono.

Franz


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